Articolo di Giulia Ventimiglia
“Magistratura, Psicologia e Chiesa in Dialogo”, ha aperto un interessantissimo dibattito nel corso della Tavola rotonda promossa dall’Arcidiocesi di Monreale in occasione della V Giornata Nazionale di Preghiera per le Vittime e i Sopravvissuti agli Abusi nella Chiesa. L’iniziativa ha rappresentato un significativo momento di confronto interistituzionale, durante il quale si è ribadita la necessità di un impegno condiviso nella prevenzione, nell’ascolto e nella tutela delle persone più fragili. Nel corso dell’incontro moderato dalla giornalista Alessandra Turrisi sono intervenuti il giudice Maurizio De Lucia, Procuratore Capo di Palermo , la procuratrice aggiunta Laura Vaccaro, lo psicologo e psicoterapeuta Vincenzo Musso e Don Vito Impellizzeri, Preside della Facoltà Teologica di Sicilia. Numerose le autorità civili e militari presenti, tra cui il Prefetto di Palermo Massimo Mariani, il Sindaco di Monreale Alberto Arcidiacono, il Presidente del Consiglio comunale Marco Intravaia, l’Assessore alla Pubblica Istruzione Patrizia Roccamatisi e i vertici regionali e provinciali delle Forze dell’Ordine: il Comandante della Legione Carabinieri “Sicilia”: Generale di Brigata Ubaldo Del Monaco, il Comandante Provinciale di Palermo: Generale di Brigata Luciano Magrini, il Comandante del Gruppo Carabinieri di Monreale: Tenente Colonnello Gennaro Petruzzelli, il comandante della Stazione carabinieri Antonio La Rocca e il Comandante Provinciale Palermo Guardia di Finanza: generale di Brigata Domenico Napolitano. Il Procuratore De Lucia ha aperto i lavori rilevando come la “piaga degli abusi e delle violenze” abbia richiesto un’alleanza sempre più forte fra magistratura, istituzioni e Chiesa: «La tutela è passata dall’ascolto competente, dalla prevenzione e dalla protezione dei più deboli. Individuare il reato e ricostruirlo è stato un dovere morale e giuridico». La Procuratrice Vaccaro ha richiamato l’importanza dell’equilibrio tra giustizia e dignità della persona, soffermandosi sull’Articolo 27 della Costituzione:«La sanzione è stata giusta quando ha rispettato la dignità umana. Le vittime, in larga parte donne e bambini, hanno avuto bisogno della massima credibilità e protezione». Ha inoltre, ricordato come l’abolizione del segreto pontificio da parte di Papa Francesco abbia reso più efficace la collaborazione con le autorità giudiziarie. Lo psicoterapeuta Vincenzo Musso ha sottolineato il valore dell’ascolto autentico e della costruzione di relazioni non giudicanti: «Al centro abbiamo posto la persona, con percorsi personalizzati e un’accoglienza priva di pregiudizi». Don Vito Impellizzeri, riflettendo sulla responsabilità ecclesiale, ha ricordato la necessità di affrontare il tema con verità e consapevolezza: «Abbiamo cercato di accompagnare il cammino di consapevolezza senza mai negare la storia delle vittime né tradire il sigillo sacramentale». L’Arcivescovo Gualtiero Isacchi, concludendo i lavori la Tavola Rotonda, ha espresso gratitudine per la partecipazione delle autorità: «La vostra presenza ci ha fatto sentire meno soli. È stato il tempo dell’alleanza, dell’affacciarci insieme anche sulle impossibilità. Ne usciamo arricchiti e consolati. Il cammino prioritario resta quello di sanare ogni abuso di potere e di coscienza».




