Anche un’opera del maestro Nicolo’ Giuliano alla mostra collettiva dell’800° anniversario della morte di San Francesco d’Assisi a Deruta



Il maestro Nicolò Giuliano partecipa con un’opera raffigurante la figura del Santo, modellata
in un intenso verde Lampedusa — richiamo alla creazione e al mare, in particolare al Mediterraneo,
luogo di fecondo dolore per i troppi migranti che cercano pace — che emerge da un cielo stellato
dai toni profondi, un blu lapislazzuli che invita a perdersi nello sguardo dell’infinito.
L’ispirazione rimanda alle volte celesti affrescate da Giotto nella Basilica di San Francesco d’Assisi: un firmamento
che apre all’eterno e conduce l’anima verso la contemplazione. Il cielo diviene così squarcio di Paradiso,
spazio spirituale in cui Francesco trova la sua ispirazione e da cui scaturisce la sua missione:
annunciare al mondo la gioia e la pace. La mano tesa verso l’alto dialoga con un universo abitato
da stelle e uccelli, simboli di quella creazione con cui il Santo si sentiva in profonda armonia.
Un gesto che richiama ciascuno alla verità di Dio, sorgente di pace interiore e promessa di gioia eterna.
Realizzata su pietra lavica dell’Etna e modellata con argilla toscana, l’opera unisce materia e spirito,
terra e cielo. La forza primordiale della pietra vulcanica incontra la plasticità dell’argilla in un equilibrio
che richiama il miracolo francescano: trasformare la semplicità in luce, la materia in canto, la vita in testimonianza.
Un invito, oggi come ieri, a costruire un mondo abitato dalla pace e illuminato dalla gioia.

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