Memoria e Identità: Monreale riscopre il Cardinale Troiano Acquaviva d’Aragona
Monreale – Si è svolto oggi pomeriggio al Palazzo Arcivescovile un incontro tra storia, erudizione e antiche carte.
Nella cornice del dialogo tra fede, arte e storia, Monreale torna a riflettere su una delle figure più carismatiche del suo passato; il Cardinale Troiano Acquaviva d’Aragona, 38°Arcivescovo, Signore e Abate della Chiesa fondata e voluta da re Guglielmo II. L’occasione è nata dalle recenti e preziose ricerche condotte dal Professor Roberto Ricci, Vicepresidente della Deputazione abruzzese di Storia Patria e collaboratore con apposito progetto di ricerca sulla famiglia Acquaviva d’Aragona presso CNR-ISEM Roma, che ha dedicato anni di studio al porporato, protagonista indiscusso del Secolo dei Lumi e raffinato diplomatico tra il Regno di Napoli e Sicilia e lo Stato Pontificio.
Il lavoro del Professor Ricci non si limita a una fredda ricostruzione biografica, ma scava nel profondo del legame tra l’identità cittadina e le grandi dinastie europee. Al centro della presentazione, il volume che ripercorre una carriera ecclesiastica e politica folgorante, che lo vide, già cardinale, essere nominato da Carlo III di Borbone alla guida di Monreale, nel 1739. Evento che venne festeggiato dal Senato Monrealese con la realizzazione e apposizione del suo solenne e grandioso stemma in marmo bianco, ancora oggi presente, sulla facciata del Palazzo di Città e con una lapide marmorea apposta all’interno del Palazzo. In quegli anni, la Sicilia viveva una stagione di rinnovamento culturale senza precedenti, e Acquaviva ne fu un interprete d’eccezione, capace di collegare la realtà locale ai grandi centri di potere del tempo.
Riappropriarsi della conoscenza di questo grande personaggio, si è dibattuto nell’incontro, rappresenta una nobile operazione di strappare dall’oblio la sua figura e restituirgli il degno rilievo che merita e che fa parte del nostro illustre passato. Lungi dall’essere un semplice atto di ricordo, la memoria rinnovata del porporato si configurata come un momento di riscoperta di ciò che ha lasciato: un’impronta indelebile nel tempo che scorre e ci identifica. Un atto volto a preservare il passaggio di un uomo che ha segnato profondamente l’Arcidiocesi, unendo il rigore della ricerca scientifica alla pietas propria di un pastore della Chiesa.
L’importanza dell’evento è stata sottolineata dalla partecipazione delle massime autorità, a dimostrazione di come la storia sia un patrimonio vivo e condiviso. L’incontro ha visto la partecipazione dell’arcivescovo di Monreale Monsignor Gualtiero Isacchi che ha ribadito il legame indissolubile tra la Chiesa monrealese contemporanea e la sua eredità storica, l’arciprete della Cattedrale Don Nicola Gaglio, custode attento della memoria liturgica, Don Giovanni Vitale, direttore dell’Archivio Storico Diocesano di Monreale, che ha curato le ricerche storico archivistiche, la prof.ssa Maria Concetta Di Natale, direttrice del Museo Diocesano, che ha illustrato le suppellettili liturgiche donate da Mons. Acquaviva alla sua Chiesa monrealese, di squisita manifattura romana, arrivate sino ai nostri giorni e qui custodite. In rappresentanza dell’amministrazione Comunale hanno partecipato l’assessore Salvo Giangreco e il segretario generale Giovanni Impastato che hanno evidenziato il valore storico e culturale dell’iniziativa promossa dall’Arcidiocesi.
Articolo di Giulia Ventimiglia



